


FARMACISTI ‘SENTINELLE’ VERSO OSTEOPOROSI
FARMACIE FRIULANE AVAMPOSTO DI PREVENZIONE e INFORMAZIONE
IN AUTUNNO SBARCA UN NUOVO FARMACO “BIOLOGICO”
Udine – Battaglia preventiva contro l’osteoporosi che colpisce in Friuli il 23 per cento delle donne over 40 e il 14 per cento degli uomini over 60. A ricoprire il ruolo di ‘sentinelle’ speciali sono le farmacie, veri avamposti per informare sul corretto uso dei medicinali ed anche sensibilizzare i cittadini su sani stili di vita che rappresentano la risposta non farmacologia alla patologia. La categoria professionale, che si è aggiornata in un meeting ieri sera nella sede ordinistica grazie alla sinergia stretta con l’Azienda Unica ospedaliero-universitaria, lancia precisi appelli alla popolazione, anche alla luce della mancata consapevolezza della malattia (1 donna su 2 non sa di esserne affetta e neppure 1 uomo su 5).
Il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Udine, Michele Favero, annunciando che a settembre sarà immesso sul mercato il farmaco “biologico” contro l’osteoporosi in grado di curare la fragilità ossea causa delle incrementate fratture - femore, polsi, vertebre -, concentra l’attenzione soprattutto sulle strategie preventive, ovvero su quei fattori modificabili legati agli stili di vita. Se, infatti, i fattori predisponenti sono difficilmente modificabili (fra cui menopausa precoce, comparsa tardiva del ciclo, periodi prolungati di scomparsa del ciclo dovuti ad alimentazione e nutrizione inadeguate, età avanzata, trattamento prolungato con alcune categorie di farmaci, asportazione chirurgica in età fertile delle ovaie, ecc.), si può invece agire su quelli modificabili: innanzitutto è necessario cominciare in età precoce a prevenire la malattia, fin dall’adolescenza attraverso un’alimentazione corretta, assicurando nel periodo della crescita e anche oltre un apporto adeguato di calcio e vitamina D, in modo che si consolidi la massa ossea (alimenti ricchi di calcio sono latticini, broccoli, spinaci, fagioli, soia, mandorle, salmone conservato, ecc); l’attività fisica fin da piccoli svolge un ruolo essenziale (evidenze scientifiche dimostrano una migliore performance della struttura ossea vertebrale e femorale in coloro che hanno iniziato a praticare sport in giovane età). La regolare attività fisica permette di rallentare, bloccare, e anche invertire la perdita di massa ossea dovuta al processo naturale d’invecchiamento. I farmacisti, impegnati nella sensibilizzazione all’adozione di sani stili di vita, ricordano che l’alcol e il fumo – come rilevato in letteratura – danneggiano la massa ossea e rappresentano fattori di rischio per la comparsa dell’osteoporosi. “Far proprie queste raccomandazioni – afferma il presidente Favero – significa mantenere livelli di qualità di vita il più possibile libera da una cronicità evitabile”. Si deve evitare anche l’eccessiva magrezza come pure il sovrappeso. L’orientamento alla promozione della salute è l’asso vincente per ridurre l’impatto sociale e sanitario di una patologia per lo più asintomatica, progressiva e potenzialmente invalidante. “Crediamo – conclude Favero – che la farmacia debba essere un luogo anche di informazione e prevenzione, oltre che di dispensazione informata dei farmaci. Chiedete in farmacia come prevenire l’osteoporosi, troverete risposte competenti ed aggiornate”. Nuovo farmaco - Quanto al farmaco in arrivo dopo l’estate, il medico Franco Grimaldi (Direttore SOC Endocrinologia Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Santa maria della Misericordia di Udine) afferma: “Si tratta di un farmaco altamente innovativo, perché, per la prima volta, viene impiegato un cosiddetto “biologico” (anticorpo monoclonale prodotto in laboratorio) nella terapia dell’osteoporosi. Esso è rappresentato da un anticorpo monoclonale diretto contro uno specifico bersaglio cellulare, la citochina RANKL, che è responsabile dell’attivazione di quelle cellule (osteoclasti) deputate alla distruzione dell’osso. Gli studi registrativi dell’anticorpo anti-RANKL hanno dimostrato un’elevata efficacia nella riduzione del rischio di frattura sia a livello delle vertebre, sia per quel che riguarda tutte le fratture nonvertebrali”.
15 aprile 2011
