


È un accordo che potrebbe fare scuola quello che in tema di distribuzione per conto hanno firmato lunedì scorso a Udine Federfarma e Area vasta del capoluogo. L'intesa, che riguarda le tre Asl della provincia e 175 farmacie del territorio, si contraddistingue infatti per l'innovatività di alcune delle sue clausole, di estremo interesse anche al di là dei confini friulani (dove già rappresenta una felice novità per l'accanimento con cui la Regione insiste sulla distribuzione diretta). Spicca in particolare il meccanismo del cut-off: con l'accordo, le Asl non solo si impegnano a far passare dalle farmacie territoriali l'intero Pht, senza alcuna eccezione, ma accettano anche di immettere nel circuito della spesa convenzionata tutti i farmaci del prontuario ospedale-territorio con prezzo inferiore ai 30 euro. In altri termini, al di sotto di tale soglia le farmacie acquistano secondo le tradizionali modalità e vengono remunerate in base ai margini di legge; al di sopra scattano l'acquisto Asl e il compenso a pezzo pattuito dall'intesa, 4,50 euro più iva (che diventano 5,60 per le rurali con fatturato Ssn sotto i 380mila euro). «In sostanza» spiega Alessandra Forgiarini, presidente di Federfarma Udine «le aziende sanitarie hanno riconosciuto, davanti ai dati da noi forniti, che al di sotto di dei 30 euro la dispensazione con forfait a pezzo costa più della distribuzione tradizionale».
Comprensibile la soddisfazione del sindacato, da quasi tre anni al lavoro per convincere la controparte all'intesa. «È un risultato importante» continua Forgiarini «perché instaura un clima di reciproca collaborazione con le aziende sanitarie e riporta in farmacia una fetta consistente di farmaci rimborsati. Non dimentichiamo, infatti che ora dalle Asl passa il 52% del Pht in quantità e più dell'80% a valore: se siamo riusciti a convincere le aziende a spostare tutto sulle farmacie del territorio è perché abbiamo dimostrato, cifre alla mano, quanto avrebbero risparmiato. Un milione di euro all'anno».
Altro passaggio di prestigio dell'intesa, che entrerà in vigore da aprile e avrà durata triennale, riguarda l'impegno ad aprire altri tavoli di contrattazione. «L'Area vasta» conferma il presidente di Federfarma Udine «avvierà al più presto, prevedibilmente già da gennaio, un nuovo confronto per una serie di accordi collaterali sulla remunerazione del Cup, delle campagne di screening, della distribuzione di dispositivi e infine dell'erogazione di servizi infermieristici e domiciliari, il che ci porterà presto alla tanto agognata farmacia dei servizi». In base all'intesa, ai distributori intermedi andrà un compenso a pezzo di 2,80 euro più iva, che dopo sei mesi scenderà a due euro. da Farmacista33
